Renzino Barbera

// Le tappe (Taormina Cult)

1. Renzino Barbera e il Grand Hotel Excelsior

RENZINO BARBERA E IL GRAND HOTEL EXCELSIOR

L’albergo costituisce un pregevole esempio di architettura moresca, ispirata alla “Ca’ d’oro” di Venezia, e voleva rievocare la Taormina greca, romana e medievale.

Il grande albergo venne costruito a ridosso dell’antico torrione detto del Tirone, nei pressi dell’ingresso meridionale della Città.

La Storia

RENZINO BARBERA ED IL GRAND HOTEL EXCELSIOR

Nel 1904 a Taormina Vincenzo Bottari fondava Il Grand Hotel Excelsior, col nome di Albergo Internazionale. L’albergo costituiva un pregevole esempio di architettura moresca, ispirata alla “Ca’ d’oro” di Venezia, e voleva rievocare la Taormina greca, romana e medievale. Il grande albergo venne costruito a ridosso dell’antico torrione detto del Tirone, nei pressi dell’ingresso meridionale della Città.
La struttura, d’avanguardia per il tempo in cui venne costruita, possiede un fronte di oltre 100 metri, rivolto verso l’Etna e la Baia di Naxos, e si meritò gli entusiastici complimenti del Re Vittorio Emanuele III, che vi giunse in visita.

Sin dagli anni ’20, il Grand Hotel figurava tra gli alberghi di prima categoria della città, insieme al Timeo, al San Domenico, al Castellammare ed a Villa San Pancrazio.

Varie famiglie seguirono ai Bottari nella proprietà dell’Hotel sino a giungere agli attuali proprietari, la famiglia Ponte di Palermo, che diede avvio a poderosi lavori di ristrutturazione, valorizzando i tanti spazi esterni, tra cui il parco, magnifica proiezione verdeggiante rivolta verso la Baia di Naxos. Grande frequentatore dell’albergo ed amico personale della famiglia Ponte fu Renzino Barbera.

Discendente di una famiglia di industriali palermitani e taorminese d’adozione, Barbera fu scrittore umorista, poeta, cabarettista, creatore di maschere e personaggi tuttora patrimonio della memoria collettiva.
All’Excelsior, Renzino amava trascorrere molti pomeriggi, proprio sulla splendida veranda che oggi accoglie i versi che scaturirono estemporaneamente dalla sua vulcanica penna, in un pomeriggio di diversi anni fa. Cugino del celebre Renzo Barbera, “presidentissimo” del Palermo calcio, fu amato dalla gente e riconosciuto come uno degli ultimi gentiluomini della Palermo andata, tra i quali non si può non ricordare il Principe Raimondo Lanza di Trabia, uno dei suoi più eccentrici protagonisti. Viveur, amico di Burt Lancaster ed Alain Delon, Renzino cominciò a frequentare Taormina negli anni Settanta, trasferendosi in un villino dotato di una splendida vista del mare e dell’Etna, lungo la Rotabile che sale a Castelmola.
Certamente fedele al motto del poeta romano Terenzio “Homo sum: nihil humani a me alienum puto”, Renzino, con la versatilità di ingegno che gli fu propria, fu capace di cogliere la complessità dell’essere umano in tutte le sue molteplici sfaccettature ed è a tutt’oggi annoverato tra i padri del cabaret siciliano. Fu co-autore, insieme a Tony Cucchiara, della commedia musicale “Pipino il breve” e, con Turi Ferro e Gerardo Farkas, dell’”Isola dei pupi”, produzione del Teatro Stabile di Catania. Collaborò con la RAI come autore e attore in molte trasmissioni radiofoniche. Tra i volumi pubblicati: “Il giardino zooillogico di Renzino”, “Quando i grandi erano piccoli”, “F come fantasia”, da lui stesso illustrato e vincitore del Premio internazionale Martoglio della Letteratura per l’Infanzia nel 1992.
È stato interprete ed autore dello spettacolo di RAI 3 “Il fico d’India” ed autore di un libro e di un disco di poesie dialettali, corredato dalle foto di Alberto Piazza, che nel 1969 fu tra i best-seller italiani.

Nell’Introduzione al “Giardino Zooillogico” di Barbera, Massimo Simili, illustre scrittore umorista e giornalista, così si esprimeva: «Cos’è l’umorismo? Per gli italiani l’umorismo è solo comicità. In Italia la farsa e il “calembour” si battezzano “umorismo” così come si chiama “romantico” tutto ciò che vi è di arcaico e sentimentale. In Italia, insomma, si fa una bella confusione. In molti campi. Ma ammettiamo, ora , che umorista sia chi badi all’ombra piuttosto che al corpo che la proietta. In tal caso Barbera ha tutte le carte in regola per essere un umorista e rimane al suo posto come poeta e come autore…».

Non volle mai allontanarsi dalla Sicilia per inseguire la notorietà letteraria e su questo ebbe a dire: «Preferisco essere un seppur modesto ficodindia, ma con le radici affondate nella mia terra, che più preziosa rosa, strappata alla pianta, per far bella mostra di sé in un salotto».

Ancora oggi il Grand Hotel Excelsior di Taormina conserva con amore e grande cura la memoria di Renzino, come di uno dei più amati “Taorminesi d’elezione”.

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